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Guide e approfondimenti su leggi e sentenze
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L’art. 18, comma quarto, della legge 20 maggio 1970 stabilisce che il licenziamento deve essere annullato quando sia accertata l’insussistenza del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa o del fatto contestato, ovvero quando il fatto rientra tra...
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11Indicizzazione-derivato
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Troppe questioni aperte a proposito delle clausole di indicizzazione nei contratti di finanziamento. Di qui la rimessione alle Sezioni Unite da parte della Terza Sezione (Cass. ord. interlocutoria, 16 marzo 2022, n. 8603): preoccupata che tali clausole siano...
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11restituzione-maggiori-stipendi
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L’art. 2033 del Codice Civile, che disciplina l’indebito oggettivo, sancendo il diritto alla restituzione dei pagamenti non dovuti, è all’attenzione della Corte Costituzionale. Con l’ordinanza interlocutoria 14 dicembre 2021, n. 40004, pronunciata con riguardo a un caso in...
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Sono parzialmente nulli tutti i contratti di fideiussione omnibus a valle di intese sanzionate con il provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 della Banca d’Italia (all’epoca Autorità Garante della concorrenza della concorrenza tra gli istituti di credito)....
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11Smart-working
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Al centro del documento che regola il lavoro agile c’è il diritto alla disconnessione, vale a dire il diritto dei lavoratori di spegnere smartphone, pc e tablet, senza dover quindi stare costantemente all’erta, in attesa di notifiche di...
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Non renderemo noti mai i nomi dei Clienti e neppure quelli delle controparti.

Le informazioni professionali rese dagli avvocati Marco Quagliaro e Valentina Migliorati su questo sito web o sui social network sottostanno al rigoroso rispetto del principio di correttezza e seguono i criteri di trasparenza e veridicità.

Dunque, non leggerete mai i nomi dei nostri Clienti, né delle controparti. Questa prassi, peraltro sempre più utilizzata nei siti internet e nel web, costituisce violazione deontologica: “Nelle informazioni al pubblico l’avvocato non deve indicare il nominativo dei propri clienti o parti assistite, ancorché queste vi consentano” (art. 35, comma ottavo, del Codice deontologico forense). Vogliamo rispettare il segreto professionale, allo stesso modo in cui a nessuno farebbe piacere che il proprio medico pubblicizzasse il suo nome come paziente. Vogliamo altresì evitare ogni forma di pubblicità decettiva (ingannevole): i nomi dei Clienti o delle controparti, per quanto importanti o rinomati, non sono affatto garanzia di competenza professionale perché la difficoltà del caso non è collegata al nome della parte assistita o della controparte.

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